Corridoi FTL internazionali: dati operativi e vincoli strutturali che accelerano lo shift modale
Contship ha sviluppato uno studio sull’evoluzione dei flussi FTL lungo i principali corridoi logistici tra Nord Italia, Germania, Benelux e Regno Unito nel periodo 2021–2025.
L’analisi ha esaminato dinamiche di volumi, transit time, capacità disponibile e livelli di costo del trasporto stradale, evidenziando come il progressivo shift modale verso il trasporto combinato (truck-ferrovia) rappresenti oggi una scelta strategica, necessaria per aumentare resilienza, prevedibilità ed efficienza delle supply chain europee, oltre che un’opportunità in termini di sostenibilità ambientale.
FTL: i corridoi chiave sotto la lente
La ricerca si basa sui dati della piattaforma Transporeon, società di Trimble, che con oltre 30 milioni di trasporti all’anno rappresenta il dataset più ampio disponibile in Europa. L’analisi copre il periodo 2021–2025, esaminando circa 350.000 viaggi FTL all’anno e concentrandosi su tre corridoi strategici che da soli rappresentano circa il 10% del mercato europeo dei corridoi FTL su strada.
Il periodo 2021–2025 ha messo sotto pressione i principali corridoi di trasporto merci su strada tra il Nord Italia e i grandi hub industriali del Nord Europa: costi in crescita, capacità volatile e instabile, affidabilità del servizio in deterioramento. Per le imprese che gestiscono flussi FTL (Full Truck Load) internazionali su tratte di lunga percorrenza, queste dinamiche non rappresentano fenomeni congiunturali, ma indicano un cambiamento strutturale.
Germania, Benelux e Regno Unito: i corridoi FTL più strategici per l’export italiano
I corridoi analizzati strutturano i flussi FTL in andata e ritorno tra il Nord Italia e i principali hub logistici e manifatturieri del Nord Europa. Queste direttrici attraversano i valichi alpini del Brennero, del Gottardo e del Frejus, che rappresentano i tre principali nodi di transito terrestri per i traffici merci bidirezionali tra l’Italia e il Nord Europa.
- Nord Italia ↔ Benelux oltre 100.000 FTL/anno, distanze di 800–1.200 km, con una quota del 28% sul totale dei volumi analizzati nel 2024–2025.
- Nord Italia ↔ Germania oltre 220.000 FTL/anno, è il corridoio più voluminoso con il 63% del totale dei volumi analizzati. All’interno di questo corridoio, i dati Transporeon distinguono ulteriori sotto-lane tra cui le direttrici verso la Germania settentrionale e quella orientale che mostrano dinamiche di costo e capacità differenziate.
- Nord Italia ↔ Regno Unito circa 30.000 FTL/anno, con Londra e i principali hub logistici del sud-est come destinazione prevalente. Si tratta di un corridoio con caratteristiche operative specifiche, legate alle procedure doganali introdotte con la Brexit e all’attraversamento della Manica.

Tutti e tre i corridoi sono caratterizzati da tratte a lunga percorrenza e da un’elevata intensità industriale dei flussi, due fattori che li rendono particolarmente sensibili alla volatilità della capacità del trasporto stradale e alle variazioni di costo legate a questa modalità di trasporto.
Shift verso il trasporto intermodale: transit time che mettono sotto pressione il trasporto su strada
Uno dei dati più rilevanti dell’analisi riguarda i tempi di consegna effettivi. Il 41% del volume stradale totale analizzato, equivalente a circa 143.000 FTL all’anno, registra un transit time superiore alle 48 ore. Questo segmento di spedizioni è quello con il più elevato potenziale di conversione modale verso soluzioni di trasporto intermodale, in particolare nel combinato ferro-camion.
Per singolo corridoio, la distribuzione è la seguente:
- Nord Italia-Benelux: il 40% delle spedizioni supera le 48h
- Nord Italia-Germania Nord: il 51% supera le 48h
- Nord Italia-Regno Unito: il 64% si colloca nella fascia 48-96h, con un ulteriore 13% oltre le 96h
Su quest’ultimo corridoio, i transit time riflettono le complessità operative legate all’attraversamento della Manica, alle procedure doganali post-Brexit gestite attraverso il sistema GVMS (Goods Vehicle Movement Service) e agli squilibri strutturali di capacità tra flussi in uscita e in entrata fattori che si sommano e rendono il servizio stradale strutturalmente meno affidabile rispetto alle altre direttrici analizzate, rafforzando il valore delle soluzioni intermodali ferro-traghetto per la stabilità operativa e la gestione semplificata degli adempimenti doganali.
Tasso di rejection dei carichi: l’indicatore che misura la pressione sulla capacità stradale
Il tasso di rejection dei carichi contrattualizzati viene utilizzato come indicatore di riferimento per valutare la disponibilità effettiva di capacità nel trasporto FTL internazionale. Mette in luce la percentuale di spedizioni rifiutate dai vettori su contratti già negoziati, evidenziando la tensione tra domanda e offerta di capacità camionistica. Un tasso elevato segnala tensioni nell’offerta, riprogrammazioni, rischio di ritardi e trasferimento dei volumi verso il mercato spot, dove i prezzi tendono a salire e la pianificazione contrattuale si complica.
Dopo un allentamento nel corso del 2023, il mercato ha mostrato una nuova tensione nel biennio 2024–2025. All’interno del corridoio Germania-Italia, la lane Italia Nord-Est/ Germania Est ha raggiunto un picco di rejection del 29,5%, evidenziando un’instabilità ciclica e stagionale marcata, in parte riconducibile alla flessione della produzione manifatturiera tedesca e alla carenza strutturale di autisti professionali nell’area centro-europea. Le tratte Nord Italia/Regno Unito mantengono tassi di rejection costantemente elevati, compresi tra l’8 e il 15%, con squilibri strutturali tra flussi in uscita e in entrata legati alle asimmetrie commerciali post-Brexit.
Aumenti strutturali dei costi: cosa impatta maggiormente sul trasporto su strada in Europa
Le tratte dall’Italia tra Germania e Benelux hanno registrato incrementi del TCO (Total Cost of Ownership) compresi tra il 25% e il 32,6% nel periodo 2021–2025, con la sotto-lane Italia Nord-Est → Benelux a +32,6%, Italia Nord-Est → Germania Nord a +27,9% e Italia Nord-Ovest → Regno Unito Sud a +16,6%.
La componente che ha inciso maggiormente è rappresentata dai pedaggi e dai traghetti, cresciuta del 34% nel periodo. L’aumento è riconducibile in larga misura all’introduzione di sistemi di tariffazione basati sulle emissioni di CO₂, in attuazione della Direttiva Eurovignette (2022/362/UE) e dell’estensione del sistema ETS europeo al trasporto stradale commerciale, avviata a partire dal 2024. Seguono carburante e salari degli autisti, entrambi in crescita del 26%, che riflettono l’effetto combinato dell’inflazione energetica e della carenza strutturale di conducenti professionali nel mercato europeo.

Le soluzioni intermodali risultano strutturalmente meno esposte a queste dinamiche: pedaggi e costo del lavoro, che insieme spiegano circa il 60% delle variazioni dei costi stradali, hanno un impatto significativamente ridotto sulle operazioni ferroviarie transalpine in particolare sulle direttrici che transitano per i valichi del Brennero, del Gottardo e del Frejus.
Intermodalità: una risposta strutturale e non una alternativa residuale
I dati confermano che la convenienza dell’intermodale non è legata a un singolo fattore congiunturale, ma a una combinazione di pressioni strutturali che difficilmente si attenueranno nel medio-lungo periodo: costo del lavoro in crescita, pedaggi in aumento per carenza di autisti e volatilità della capacità stradale.
Su corridoi con distanze superiori agli 800 km e transit time oltre le 48 ore, il trasporto intermodale può offrire vantaggi concreti in termini di stabilità dei costi, affidabilità operativa e riduzione delle emissioni di CO₂. La diffusione di carburanti alternativi come l’HVO e l’avanzamento della trazione elettrica su alcune direttrici ferroviarie europee stanno inoltre ampliando il profilo di sostenibilità dell’offerta intermodale, rendendola più competitiva anche rispetto ai nuovi standard di rendicontazione ESG richiesti alle imprese.
Contship affianca le imprese nella valutazione e nell’attivazione dei flussi logistici, proponendo soluzioni integrate basate sull’efficienza operativa e sulla flessibilità, grazie alla gestione diretta degli asset lungo l’intera catena logistica.
Metodologia e fonte dei dati
Lo studio è stato realizzato da Contship sulla base dei dati forniti da Transporeon, piattaforma cloud di gestione dei trasporti di Trimble. Il dataset copre oltre 350.000 viaggi FTL all’anno nel periodo 2021–2025 e rappresenta circa il 10% del mercato europeo FTL su strada.
Coordinatore: Cristiano Pieragnolo (Contship) · Progetto editoriale: Contship e SRM.